Un laghetto.




Voglio dedicarti i miei pensieri e le mie parole finchè avranno voglia di sgorgare liberamente dalla mia testa e dalla mia mano. Non mi pongo nessuna domanda su cosa sia stato, sia o sarà, o sui come e sui perchè.

Perchè questo non è tempo di fare programmi nè di avere prospettive future che implichino scelte, etichette o decisioni che vanno al di là della quotidianità che stiamo vivendo.

E perchè sono consapevole che ognuno di noi ha una vita ben radicata nelle sue diverse realtà, che ognuno di noi ha idee proprie e aspettative personali e progetti da portare avanti.


Ma c'è una cosa che esiste e che ci lega tutti, indipendentemente dalla vita che si conduce e dal modo di viverla, ed è semplicemente questo "adesso".

Un adesso che puoi decidere di interpretarlo e sfruttarlo come vuoi. Un adesso che può durare anche solo un giorno in più o potrebbe diventare più lungo e concreto. Un adesso che può trasformarsi in un legame sincero o che resterà anche solo un semplice ricordo di una primavera sbocciata a febbraio e di cui sarò immensamente grata.


La vita mi ha regalato grandi sorprese e colpi di scena memorabili, ma stavolta mi ha sorpresa proprio nella semplicità e nella spontaneità di qualcosa che è arrivato per caso e soprattutto senza averlo cercato.

Una riscoperta di quelle piccole emozioni di cui tutti siamo stati privati in quest'ultimo anno, vissuto con il divieto di abbracciarsi e con il timore insano di relazionarsi, figuriamoci con uno sconosciuto. Eppure le ho ritrovate queste emozioni e me le sono assaporata fino alla fine e ancora adesso.

La voglia di cercarsi, la sintonia fin dalla prima battuta, quel modo di approcciarsi leggero e sincero, quel ridere e prendersi in giro, quel raccontarsi e parlarsi senza accorgersi del tempo che passava, quell'aspettare un tuo cenno che poi ho sempre anticipato io e di cui non mi pento.


Credo che abbiamo due vite diverse ma il modo di approcciarsi sia più simile di quanto pensiamo e forse è stato proprio questo a rendere tutto più naturale e apparentemente quotidiano.

Se ci pensi non abbiamo fatto nient'altro se non godere del tempo trascorso assieme. Non abbiamo neanche fatto una cena, una colazione insieme, non abbiamo visto un film, un pranzo fuori, niente delle solite e convenzionali cose che generalmente si fanno. Che fortuna che abbiamo avuto! E non sono ironica.

Non cambierei nulla di questi pochi giorni trascorsi insieme, davvero. Forse avrei potuto cogliere l'occasione per abbracciarti di più, ma sono convinta che tu questo l'abbia percepito dai miei occhi e dai miei sorrisi.

Resta la voglia e un leggero rammarico per non avere avuto più tempo a nostra disposizione. Sono sicura che avremmo riso e goduto ancora tanto insieme.

Ma resta anche uno spiraglio aperto dentro di me adesso e la presunzione che comunque ci rivedremo, anche se non so in quali circostanze.


Quanto tempo ci vuole per affezionarsi ad una persona? Probabilmente molto meno rispetto al tempo che avrai per dimenticarla, proporzionalmente a quanto ti è entrata dentro.