• Francesca Patanè

Pieces Of Books




#1 Jean-Luc Godard

Credo invece che siamo sempre responsabili delle nostre azioni. E liberi.

Alzo la mano, sono responsabile. Giro la testa a destra, sono responsabile. Sono infelice, sono responsabile. Fumo una sigaretta, sono responsabile. Chiudo gli occhi, sono responsabile. Dimentico di essere responsabile, ma lo sono. No, è quello che ti dicevo prima. Voler evadere è un'illusione.

In fondo, tutto è bello. Basta interessarsi alle cose e trovarle belle.

Sì. In fondo le cose sono come sono e nient'altro. Un volto è un volto. Gli uomini sono gli uomini. E la vita è la vita.

#2 J.K. Rowling

There's always room for a story that can transport people to another place.

#3 C. Bukowski

Se hai intenzione di provare, vai fino in fondo. Altrimenti non cominciare neanche. Potrebbe voler dire perdere la ragazza, la moglie, i parenti, il lavoro, e forse anche la testa. Potrebbe voler dire non mangiare per tre, quattro giorni. Potrebbe voler dire gelare su una panchina del parco, potrebbe voler dire la prigione, potrebbe voler dire la derisione, lo scherno, l'isolamento. L'isolamento è il premio. Tutto il resto è un test di resistenza, per vedere fino a che punto sei veramente disposto a farlo. E tu lo farai. Nonostante i rifiuti e le peggiori probabilità di successo, e sarà meglio di qualunque cosa tu possa immaginare… Se hai intenzione di provare, vai fino in fondo. Non c'è una sensazione al pari di questa. Cavalcherai la tua vita dritto verso una risata perfetta. È l'unica battaglia buona che ci sia.

#4 J. Safran Foer

A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l'impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno, mi siedo in disparte con un caffè e scrivo nel diario, controllo gli orari dei voli anche se ormai li conosco a memoria, osservo e scrivo, cerco di non ricordare la vita che non volevo perdere ma che ho perduto e devo ricordare, essere qui mi riempie di gioia il cuore anche se la gioia non è mia.

#5 Josephine Hart

Devo togliermi dalle tue mani, ritornare in possesso di me stessa. Sono stata un dono fatale. Sono stata il dono del dolore che cercavi tanto ansiosamente, la massima ricompensa del piacere. Benché avvinti in un selvaggio minuetto, ci siamo librati nello spazio, liberamente, chiunque e qualunque cosa fossimo, o fossimo destinati a essere. Come creature venute da un altro pianeta perduto. Tu avevi bisogno del dolore. Era il mio dolore che agognavi. Ma anche se adesso non ci credi, la tua fame è saziata in pieno. Ricorda, ora hai il tuo dolore. Sarà “tutto, sempre”. Anche se tu mi trovassi, io non ci sarei. Non cercare una cosa che hai già. Anche le ore e i giorni che ci sono stati concessi, e che ora sono finiti per sempre, sono “tutto. Sempre.”

#6 Gustave Flaubert

Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.

#7 Josephine Hart

There is an internal landscape, a geography of the soul; we search for its outlines all our lives. Those who are lucky enough to find it ease like water over a stone, onto its fluid contours, and are home. Some find it in the place of their birth; others may leave a seaside town, parched, and find themselves refreshed in the desert. There are those born in rolling countryside who are really only at ease in the intense and busy loneliness of the city. For some, the search is for the imprint of another; a child or a mother, a grandfather or a brother, a lover, a husband, a wife, or a foe. We may go through our lives happy or unhappy, successful or unfulfilled, loved or unloved, without ever standing cold with the shock of recognition, without ever feeling the agony as the twisted iron in our soul unlocks itself and we slip at last into place.

#8 D. Grossman

Mille cuori le battevano in petto. Non sapeva dare un nome a ciò che vedeva, alle sensazioni nuove che provava, le parole che conosceva esplodevano una dopo l’altra. Se c’era al mondo la possibilità di fare un’indigestione di vita e di morirne, quello era il momento.

#9 R.W. Emerson

Per il tuo non-conformismo il mondo ti colpirà e non ti avrà in nessuna considerazione. E perciò un uomo ha da sapere che conto deve fare di una faccia acida. Per la strada o nel salotto di un amico la gente lo guarda di sbieco. Se una tale ostilità avesse la sua origine in quello stesso disdegno e in quella ostinatezza che egli prova, potrebbe benissimo tornarsene a casa con malinconica dignità; ma le facce acide o benevole della moltitudine non hanno mai causa profonda, sono indossate o dismesse come soffia il vento.

#10 Goethe

Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza.Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo.Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità.

#11 G. D'Annunzio

Questa spiritualizzazione del gaudio carnale, causata dalla perfetta affinità dei due corpi era forse il più saliente tra i fenomeni della loro passione. Un bacio li prostrava più d’un amplesso.

#12 A. Baricco

Credevano che sarebbe cresciuta e tutto sarebbe passato. Ma intanto per tutto il palazzo stendevano tappeti perchè, è ovvio, i suoi stessi passi la spaventavano, tappeti bianchi, dappertutto, un colore che non facesse del male, passi senza rumore e colori ciechi. Nel parco, i sentieri erano circolari con la sola eccezione ardita di un paio di viali che serpeggiavano inanellando morbide curve regolari -salmi- e questo è più ragionevole, in effetti basta un po' di sensibilità per capire che qualsiasi angolo cieco è un agguato possibile, e due strade che si incrociano una violenza geometrica e perfetta, sufficiente a spaventare chiunque sia seriamente in possesso di una vera sensibilità e tanto più lei, che non possedeva propriamente un animo sensibile, ma per dirla con termini esatti, era posseduta da una sensibilità d'animo incontrollabile, esplosa per sempre in chissà quale momento della sua vita segreta -vita da nulla, piccola com'era- e poi risalita al cuore per vie invisibili, e agli occhi, e alle mani e a tutto, come una malattia, che una malattia non era, ma qualcosa di meno, se ha un nome dev'essere leggerissimo, lo dici e già è sparito.

#13 G.G. Marquez

Ci sono peccati il cui fascino sta più nel ricordarli che nel compierli: strani trionfi che gratificano l'orgoglio più della passione e danno all'intelletto un intenso senso di gioia, maggiore della gioia che offrono, o possono offrire, ai sensi.

#14 Goethe

C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute…Qualunque cosa tu possa pensare di fare o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso.

#15

E poi, come potrei dare un nome esatto a quello che voglio? O anche: come potrei sapere che poi in realtà non voglio quello che sto cercando? E potrei aggiungere: che io davvero non voglia quello che non voglio? Sono tutte cose impercettibili: basta dargli un nome, e il loro significato scompare.

#16 E. Evtusenko

La notte, come ferite, leccava i fuochi.

Con gli spioncini, guardavano le stelle le prigioni,

e sotto il ponte di Salazar noi –

nell’oscurità più oscura...

La libertà io la rubo, la rubo

e nel sacro istante sottratto, sono felice

che, seppure in un bacio, non sia censurata

la lingua mia peccatrice.

#17 O. Fallaci

Parlo del desiderio fisico che annebbia la vista e interrompe il respiro al solo guardare la creatura amata, del brivido che ti intirizzisce e ti scioglie al solo sfiorarle una mano, una guancia, sicchè tutto in lei diventa unico e insostenibile, perfino l’odore del suo respiro, il sudore della sua pelle, i suoi stessi difetti che anzichè difetti ti sembrano qualità deliziose: hai bisogno di lei come dell’aria, dell’acqua, del cibo, e in tale schiavitù muori di mille morti, ma sempre per resuscitare, esserle schiavo di nuovo. Parlo della gelosia che svuota le vene all’idea che l’essere amato penetri un corpo altrui, la gelosia che piega le gambe, toglie il sonno, distrugge il fegato, arrovella i pensieri; la gelosia che avvelena l’intelligenza con interrogativi, sospetti, paure e mortifica la dignità con indagini, tranelli, lamenti, facendoti sentire derubato, trasformandoti in poliziotto inquisitore carceriere dell’essere amato. Forse per cerebralismo, coerenza al principio che i rapporti d’amore debbano essere scrostati dalle scorie, dei fardelli che a lungo andare li rendono soffocanti, m’ero sempre proibita di provare simili sofferenze per te. (..) Una volta avevo scritto che l’amore non esiste, e se esiste è un imbroglio: che significa amare? Ti amavo. Ti amavo al punto di non poter sopportare l’idea di ferirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue contraddizioni, il tuo corpo. E forse il tuo carattere non mi piaceva, nè il tuo modo di comportarti, però ti amavo di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l’amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, tutti i fenomeni. Se parlavo di te con gente che non ti conosceva o alla quale non interessavi, mi affannavo a spiegare quanto tu fossi straordinario geniale e grande; se passavo dinanzi a un negozio di cravatte e camicie mi fermavo d’istinto a cercare la cravatta che ti sarebbe piaciuta. Un amore simile non era nemmeno una malattia..era un cancro! Un cancro che a poco a poco invade gli organi interni col suo moltiplicarsi di cellule, il suo plasma vischioso di male, e più cresci e più diventi cosciente che nessuna malattia può arrestarlo, nessun intervento chirurgico può asportarlo, forse sarebbe stato possibile quando era un granellino di sabbia, un chicco di riso, una vocina che grida, un amplesso mentre il vento fruscia tra i rami d’olivo, ora invece non è possibile perchè ti ruba ogni organo, ti divora a tal punto che non sei più te stessa ma un impasto fuso con lui, un unico magma che può disfarsi solo con la morte, la sua morte che sarebbe anche la tua morte, così tu mi avevi invaso e così tu mi stavi divorando, ammazzando.

#18 T. Capote

E, a un tratto, accadde. Mentre guardavo i colori sfumati dei suoi capelli balenare nella luce dell'alba... l'amai abbastanza da dimenticare me stesso, le mie disperazioni egoistiche e da essere contento perché stava per succedere qualcosa di felice.

#19 M. Barbery

Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire.

#20 G. D'annunzio

Riaccendere l'amore è come riaccendere una sigaretta. Il tabacco s'invelenisce; l'amore anche. Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi;... non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l'esser mio;... vivere tutto il giorno nell'aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò.

Io sono nel vostro sangue e nella vostra anima; io mi sento in ogni palpito delle vostre arterie; io non vi tocco eppure mi mescolo con voi come se vi tenessi di continuo tra le mie braccia, su la mia bocca, sul mio cuore. Io vi amo e voi mi amate; e questo dura da secoli, durerà nei secoli, per sempre. Accanto a voi, vivendo di voi, ho il sentimento dell'infinito, il sentimento dell'eterno. Io vi amo e voi mi amate.

Drop Me a Line. Ask Me Something.

C

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