• Francesca Patanè

Perché Siano Fatte Nostre.

25 Aprile – Italia

Ho deciso di ricordare questo giorno in un modo diverso, più intimo e riflessivo, meditando sulle parole di chi, per costruire un presente diverso, ha sacrificato la propria vita.

Nessun "Partigiano portami via" in questo 25 Aprile in quarantena.



Perché siano fatte nostre. Lettere di condannati a morte della Resistenza europea.

Nel Museo Monumento al Deportato sono graffite su tutto il perimetro murario 99 frasi tratte dalle Lettere di condannati a morte della Resistenza europea.

All'ingresso la frase di Bertold Brecht ammonisce: "E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque é ancor fecondo".


Ecco alcune delle frasi:


  • Compagni, sta a voi ormai seguitare il nostro lavoro dal punto in cui noi lo lasciamo (Teli, Besniku, Tigri, Miniku, Hidaj, Albania)

  • Non ansia di dover morire, ma odio feroce e rabbia contro questi carnefici (Benny, Danimarca)

  • Che cosa può fare un uomo che si trova in carcere ed è minacciato di morte sicura? Eppure hanno paura di me (Sawa, URSS)

  • Un'idea è un'idea e nessuno la rompe (Luigi, Italia)

  • Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete tocca a voi rifare questa povera Italia (Giordano, Italia)

  • Caro compagno, ti prego, se ti è possibile: dà un poco di aiuto nell'educazione del mio ragazzo. Vorrei gridarvi: non siete là per piangere sulle nostre tombe... (Paul, Germania)

  • Su la testa, cari genitori e fratelli! Io, da vero figlio della mia classe e del mio popolo, ho fatto il mio dovere (Vanco, Bulgaria)

  • Non ho mai accettato compromessi per quanto riguarda le mie idee (Aksel, Danimarca)

  • Chiunque di voi ne avrà per primo la possibilità, si affacci a casa mia e dica a quelli che mi furono più vicini che io sono morto come un soldato sul fronte dei lavoratori (Benjamin, Bulgaria)

  • Miei cari, ricordate sempre che il mio desiderio era di poter allevare da sola la mia bambinella, e, dato che il mio destino è così terribile, voi mi aiuterete e io sarò meno disperata per la mia bambina (Lida, Jugoslavia)

  • Vivrò gli ultimi minuti della mia vita con fierezza e coraggio. Metto in questi brevi, troppo brevi minuti, intere montagne, decine di anni non vissuti. In questi minuti voglio essere l'uomo più felice del mondo perché la mia vita è terminata nella lotta per la felicità dell'intera umanità (Stepan, Urss)

  • Anche dopo che sono caduto in queste catene, non mi sono rassegnato, non mi sono piegato, non ho cessato di lottare (Ratko, Jugoslavia)

  • Non ho mendicato per la mia vita (Cato, Germania)

  • Compagni che restate siate degni di noi. I 27 che vanno a morire (Guy, Francia)

  • Sono fiero di meritare questa pena (Pierre, Francia)

  • Lo dico anche ora: ne è valsa la pena (Istvan, Ungheria)

  • Soltanto questo: non sono vissuto invano, la mia vita ha avuto uno scopo e questa convinzione mi dà sollievo nel momento di morire (Louis, Olanda)

  • Il secondino, con la tranquillità di un droghiere che segna sul suo registro un credito, ha scritto sul cartoncino che reca la mia firma: morte (Atanas, Bulgaria)

  • Non è possibile che l'uomo e la donna che mi hanno messo al mondo non siano forti. Ancora una volta vi dico addio. Coraggio. Vostro figlio (Spartaco, immigrato, Francia)

  • La mia bocca avrà voi sulle labbra mute (Emil, Austria)

  • Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un idea (Guglielmo, Italia)

  • Ciò che mi rincresce è che non posso realizzare i miei sogni, migliorare la vita di tutti (Emeri, immigrato, Francia)

  • Non siamo voluti entrare nelle SS, perciò ci hanno condannato a morte. Noi due preferiamo morire piuttosto che insudiciare la nostra coscienza con quelle atrocità (Sudeto, Ignoto)

  • Non voglio che il vostro pensiero si fermi sulle belle cose che sarebbero potute accadermi, ma su tutte quelle che abbiamo realmente vissuto (Daniel, Francia)

  • Mia cara mamma, è così difficile scrivere le ultime righe; tutti i ricordi si risvegliano e i più belli danno qui una sofferenza maggiore (Anka, Cecoslovacchia)

  • Onore a voi tutti che ci avete seguito; quelli che sono morti e quelli che seguiranno vi dicono grazie io abbandonerò presto la mia breve vita di ventun'anni (Paul, Francia)

  • Un giorno sarà raccontato a voi tutti cosa è successo e come si è infierito senza pietà e martirizzato in massa (Burli, Austria)

  • Ho vissuto soltanto vent'anni. Poco ma tuttavia ho vissuto... (Bohus, Cecoslovacchia)

  • Mio caro figlio, gioia grande e tardiva, dunque, ti lascio senza padre? Tutt'un popolo; no, ancora troppo poco, tutto il genere umano sarà padre per te (Adam, Germania)

  • Sono morte, le foglie dinanzi alla mia finestra, l'ultima è caduta e anche l'ora mia estrema è giunta. Certo, le foglie torneranno. Tutto sarà come prima. Solo io non ci sarò più. Mai più! (Hermann, Germania)

  • Tu aspetti e aspetti come il bestiame sul luogo del macello. Il macello degli uomini avviene così (Rudolf, Germania)

  • Non so dirvi nulla di particolare in questo istante. Tutto quello che non fu detto lo porterò con me (Josek, Jugoslavia)

  • Oggi ti ho visto dalla finestra quando sei uscita dalla caserma puoi immaginarti cos'ha provato il mio cuore (Feri, Jugoslavia)

  • Alla mia tomba portate, quando potete, fiori rossi. Null'altro. E battete con ogni mezzo la barbarie (Dimitria, Grecia)

  • Quando il tuo corpo non sarà più, il tuo spirito sarà ancora più vivo nel ricordo di chi resta (Sabato, Italia)

  • Addio e non piangete per me. Lottate e studiate. Il vostro felice padre (Anton, Bulgaria)

  • Padre, sii forte, non disperarti, potrebbe far piacere ai nemici che oggi mi uccidono così giovane. Sii coraggioso e resisti. Ricevi per l'ultima volta il saluto di tua figlia (Anka, Jugoslavia)

  • Faccio un'ultima volta il mio esame di coscienza. È positivo. (Gabriel, Francia)

  • Non crediate che tutto finirà così. Sarete chiamati a rendere i conti. Quel giorno non è più lontano, e allora guai a voi. Ma non voglio essere io il vostro giudice (Adolphe, Lussemburgo)

  • Io muoio, eppure come vorrei vivere! Sono giovane, ho soltanto vent'anni, e la morte mi guarda negli occhi (Nina, URSS)

  • I martiri convalidano la fede in un'idea. (Giancarlo, Italia)

  • Anche se io me ne vado, la vita andrà avanti. Voi continuerete a vivere per guidare l'uomo verso una migliore esistenza in cui più nessuno sarà condannato a morte. (Asle, Norvegia)

  • Addio popolo ebraico! Non lasciate che una catastrofe simile si ripeta mai più! (Gela, Polonia)


E noi? Noi, di cosa mai potremmo lamentarci adesso?

Gratitudine e gioia come nostro atto di resistenza.

Drop Me a Line. Ask Me Something.

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