• Francesca Patanè

naliM.




La cosa che volevo dirti te l'ho scritta.

Ho prenotato un volo, andata e ritorno. Tra 22 giorni potremmo rivederci, forse.

Ma tu questo non lo sai ancora.

È stata una di quelle cose fatte d'istinto, senza premeditazione né tanti pensieri, un impulso spinto unicamente da un momento di gioia e gratitudine per la vita, che in un modo o in un altro, forte e coraggiosa, continua a scorrere e a sorprenderti.

Come quando sei felice per qualcosa che è avvenuta intorno a te e tu volessi prolungare questo stato di euforia.

Senza aspettarmi niente, ma senza aspettare.

Ed ecco che mi ritrovo ad avere una prenotazione tra le mie varie email e sulla mia agenda. Non so neanche se lo prenderò davvero quell'aereo, ma non sarebbe la prima volta che prenoto voli che poi ho cancellato, rimandato, o non ho mai preso nella realtà.

Forse è una sensazione che mi piace, che mi fa sentire ansiosa nel senso più dolce del termine, un'incognita ancora più bastarda per qualcosa che hai programmato ma di cui non hai ancora la certezza che accadrà realmente. C'è una possibilità però. La possibilità che io stessa ho creato e di cui in fondo ne sono fiera. Senza preavviso, senza rimorso. Non c'è nient'altro da dire o da immaginare, né tantomeno da nascondere. Certe cose accadono per caso, ma sei tu poi a dover prendertene cura, di quel caso inaspettato e di quella voglia che stranamente non diminuisce.