• Francesca Patanè

AVE. Berlin. August 2017



Devo scrivere tutto ma non ci riesco.

Devo almeno buttare giù parole come fossero gocce di pioggia violenta

che ti trafiggono la pelle.

Perchè lo sai bene che anche se non vuoi, tutto perde colore col tempo,

non domani, non tra una settimana, ma tutto poi sembrerà sbiadire.

L'arrivo, la voglia di raccontarsi, la mia confusione e la tua comprensione,

le risate di cuore cazzo, cucciolo di foca, Tropicana a Neukölln, i toast di merda di notte ubriachi, cantare come due coglioni, signora mia, Blinker + Victoria, il magnum sciolto,

i pancakes a colazione, i tuoi abbracci improvvisi, sentirti, Berghain, second hand e qui svoltiamo, ma sei cogliona, Ty Segall, Folfiri e Folfox, la tua gioia sfrenata,

la mia spensieratezza, la nostra libertà, Vasco, Ten years gone, dammi un bacio, Sonic Youth, io fumo tu dormi ancora, la complicità, il tramonto, confrontarsi, il tuo modo di proteggermi, da me stessa e dalle paure, e poi l'ultimo giorno, poche parole, tanti sospiri,

i nostri sguardi riflessi nella sbahn, ci siamo quasi, l'agonia in aeroporto.

Cristo! Ma come si fa?

Tu dici l'importante è ritrovarsi.

E se invece io dicessi che l'importante è non perdersi?

Tenersi e non sfuggire.

Ma io adesso non posso.


E ti amerò senza dirtelo.

Drop Me a Line. Ask Me Something.

C

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